Fiat 500 elettrica

Fiat 500: una storia che dura da oltre sessant’anni

L'
automobile che ha fatto la storia d’Italia, il mitico “CINQUINO”, nasce nel 1957 da un’idea di DANTE GIACOSA, giovane ingegnere arrivato alla Fiat a soli 22 anni nel 1927, al quale il vertice aziendale conferisce l’incarico di realizzare una super UTILITARIA che soddisfi il desiderio degli italiani dell’epoca: quello di passare dallo scooter alle ambite quattro ruote. Il design, viceversa, fu curato da GIUSEPPE ALBERTI sulla base dello stile elaborato dal tedesco Hans Peter Bauhof, carrozziere della NSU, a quei tempi consociata di Fiat in Germania.

Nel pieno del miracolo economico italiano la Fiat 500, o meglio la Nuova 500 come venne battezzata per distinguerla dalla precedente del 1936 sebbene più conosciuta come “Topolino”, in un sol colpo contribuì alla motorizzazione di massa in Italia e, di fatto, aprì il filone delle citycar.

Inizialmente la nuova Fiat 500, prodotta in numerosissime configurazioni, rimase in produzione dal 1957 al 1975 e, sia per la presenza sul mercato della Fiat 600, sia per i suoi contenuti spartani, non incontrò subito il favore del pubblico ma, in breve tempo, conquistò le simpatie di quasi 3,9 milioni di automobilisti in tutta Europa, spesso accompagnandoli nei primi passi della guida ma insegnando a tutti, a prendere confidenza con la doppietta per scalare poiché il suo cambio non prevedeva sincronizzatori.

La 500 era spinta da un motore 479 cc bicilindrico da 13 Cv di potenza posizionato a sbalzo. Motore e trazione posteriori, raggiungeva 85 km/h di velocità massima, costava 490 mila lire (pari a circa un anno di stipendio medio di un operaio, che scende fino a 395 mila lire per la 500 tetto Apribile del 1959), ed era omologata per due passeggeri. Un modello essenziale e razionale, con viti a vista e vetri fissi (si aprivano solo i deflettori).

Nel 1959 è la prima auto al mondo a essere insignita del prestigioso premio “Compasso d’Oro”, fino ad allora attribuito a prodotti industriali, specie di arredamento.

Nel 1960 arriva la 500 Giardiniera con passo allungato, la versione familiare della piccola auto torinese; e nel corso degli Anni Sessanta le si affiancano i modelli sportivi proposti da Abarth e Giannini.

Nel tempo si sono susseguiti diversi modelli di Fiat Nuova 500, con migliorie in termini di prestazioni e non solo. Il primo modello è stato commercializzato dal 1957 al 1960; dal 1958 al 1960 è arrivata la 500 Sport, anche con tetto apribile; dal 1960 al 1965 la 500 D con motore della Sport, tetto in tela irrobustito, e schienale posteriore abbattibile; dal 1965 al 1972 la 500 F, la prima con porte incernierate davanti; dal 1968 al 1972 la 500 L (“L” di lusso), ricca di cromature e con dettagli estetici nuovi esterni e interni; dal 1972 al 1975 la 500 R, l’ultima versione che, curiosamente, è uscita in concomitanza con la Fiat 126, erede della 500.

L’ultima versione quindi fu assemblata solo a Desio e Termini Imerese, poi solamente nello stabilimento siciliano dove, il primo agosto del 1975, fu prodotto l’ultimo esemplare di Fiat 500.

Negli anni Settanta, infatti, lo stile squadrato aveva preso il posto di quello tondeggiante, e la 500 era invecchiata di colpo. Un vero e proprio cambio di tendenza che coinvolgeva tutto il settore dell’automobile, e non solo.

Tuttavia, la 500 uscì definitivamente di scena nel 1977, quando terminò la produzione della Autobianchi Giardiniera che, tra l’altro, non aveva mai adottato le porte incernierate anteriormente.

Negli anni Novanta il nome torna in auge con la Fiat Cinquecento – scritto in lettere – che però non riprende in alcun modo il design tondeggiante della Nuova 500. Si tratta di un progetto volto a offrire un veicolo di trasporto economico e compatto, questa volta con motore e trazione anteriori. In comune con quella originale ci sono solo le dimensioni compatte, seppure più abbondanti.

Nel ventunesimo secolo ritorna e fa conquiste anche fuori dall’Europa, insomma, la vera erede della Nuova 500 del 1957 è la 500 del 2007, nome in codice 312, che non accenna a perdere il suo fascino.

Forse perché non è soltanto una macchina. È l’immagine di un’Italia che stava riemergendo dagli anni della guerra, grazie alla forza delle idee e della creatività. Un simbolo di rinascita di cui oggi abbiamo tutti un gran bisogno.

Il suo design reinterpreta in chiave moderna quello del modello originale. La Fiat 500 è ancora incredibilmente attuale, chic, desiderabile. E ora è anche ibrida ed elettrica.

Il progetto prende vita nei primi anni 2000 con la concept car Trepiùno – ha tre posti comodi e uno di fortuna – presentata al Salone di Ginevra nel 2004. Il meglio della nostra tradizione, del nostro design, ma con la tecnologia moderna. La Trepiùno riscuote un grande successo sia tra il pubblico sia tra la stampa specializzata, e l’allora Gruppo Fiat dà il via al progetto definitivo.

Nel maggio del 2006 la Fiat annuncia che l’esordio dell’auto definitiva avverrà entro 500 giorni ed esattamente dopo tale conto alla rovescia l’auto verrà presentata: le prime immagini ufficiali vengono pubblicate il 5 marzo 2007 mentre la relativa cartella stampa ufficiale viene divulgata quindici giorni dopo.

Contrariamente al prototipo del 2004, la nuova 500 si posiziona sul mercato non come utilitaria economica e spartana, ma come una piccola auto alla moda adatta a ogni tipo di clientela, persino alla più facoltosa ed esigente poiché sono 549.936 le possibili combinazioni tra accessori e allestimenti disponibili sulla nuova vettura. Come la versione del 1957, anche la nuova possiede numerose cromature che donano all’automobile un aspetto elegante.

La carrozzeria di forma arrotondata è lunga 3,55 metri, 25 centimetri in più rispetto al prototipo, e ciò ha permesso una configurazione dell’abitacolo come quattro posti e non 3+1; la vettura è larga 1,65 metri, è alta circa 1,49 metri e ha un passo di 2,30 metri. Il design è un’evoluzione di quanto introdotto dal concept Trepiùno: ne riprende, infatti, il frontale con i doppi fari circolari, il logo con i due baffi cromati laterali e la presa d’aria nella parte bassa del paraurti che ingloba i fendinebbia (presenti o meno a seconda delle versioni). La fiancata presenta i passaruota leggermente bombati e gli specchi retrovisori con guscio anche cromato come la cornice di base dei finestrini, infine la coda con un lunotto di piccole dimensioni, fascione cromato sul paraurti e il copritarga sporgente che si ispira alla vecchia 500. Disponibili anche degli adesivi per personalizzare la carrozzeria.

Gli interni sono realizzati con plastiche di qualità più elevata rispetto alla Panda, della quale riprende l’impostazione generale dei comandi. Migliore anche l’assemblaggio dei componenti e le rifiniture della tappezzeria; il quadro strumenti è stato raggruppato in un unico elemento circolare composto da strumenti analogici (tachimetro e contagiri) e digitali (temperatura liquido di raffreddamento e indicatore benzina). Il comando del cambio si trova in posizione rialzata, mentre nella parte centrale della plancia si trovano le bocchette d’aerazione regolabili separatamente, l’autoradio, e tre tasti circolari: hazard, fari retronebbia e “City” (sostituito da “Sport” sulle 1.4), comandi climatizzatore e alzacristalli elettrici.

Contrariamente alla Panda, la 500 dispone del navigatore satellitare (optional) non integrato nel cruscotto, ma tramite l’impianto Blue&Me Map asportabile accanto al quadro strumenti. Oltre alla tappezzeria in tessuto sono disponibili i rivestimenti in pelle o Poltrona Frau. Alcune versioni di punta possiedono i rivestimenti in pelle per la plancia. La capacità di carico del bagagliaio è pari a 185 litri (non molto sfruttabili a causa della conformazione spiovente del portellone) — che diventano 550 litri con lo schienale del divanetto posteriore in posizione reclinata. Lungo tutta la plancia è presente una fascia in plastica che riprende il colore esterno della vettura (un chiaro richiamo alla 500 storica).

Il 4 luglio 2015, a otto anni esatti dal lancio, viene presentato il restyling del modello, che presenta un totale di oltre 1.800 piccoli cambiamenti. Tra i più evidenti, i nuovi paraurti con il logo FIAT circondato dai due baffi cromati, ora più grandi, e un’inedita bocca più sottile al centro, con un profilo più lungo, sempre cromato. Ai lati i nuovi gruppi ottici con luci diurne a LED, nella parte bassa del paraurti, una nuova presa d’aria inferiore più grande e con due profili cromati ai lati. Nella parte posteriore si trovano gruppi ottici rinnovati con luci a LED e un elemento centrale che riprende il colore della carrozzeria; il retronebbia e la luce di retromarcia sono state riposizionate nel paraurti posteriore. Le modifiche apportate portano la lunghezza da 3546 a 3571 mm.

Non mancano dei cambiamenti anche a bordo con tappezzeria e pannelli di nuova concezione e la plancia dove è presente il sistema di infotainment Uconnect, con schermo da 5 pollici (e, dal 2016, anche da 7 pollici). La dotazione di sicurezza prevede sette airbag, l’ABS, l’ESP con funzione hill holder per semplificare le partenze in salita, ed è stato migliorato l’impianto frenante.

Nessun cambiamento, invece, per le motorizzazioni: la nuova Fiat 500 viene proposta con l’unità 1.2 da 69 CV, disponibile anche nella versione Bifuel, e con il bicilindrico 0.9 TwinAir Turbo nelle varianti da 85 e 105 CV. In un momento successivo al lancio arriverà la versione turbodiesel 1.3 Multijet da 95 CV e una versione più pulita denominata Eco basata sulla versione 1.2 da 69 CV, particolarmente virtuosa per consumi ed emissioni di CO2.

A febbraio 2020 è iniziata la commercializzazione della versione 500 Hybrid conforme alla normativa Euro 6D Final. Si tratta di un sistema mild-hybrid che abbina il motore Firefly 1 litro a 3 cilindri da 70 CV (51 kW), a un motore elettrico BSG (Belt Integrated Starter Generator) da 12 volt e una batteria al litio.